





Leone e Associati è stato inserito da Milano Finanza e More Legal nella classifica “Best” degli studi legali italiani per la practice “Project”, dedicata alle operazioni di finanza di progetto e partnership pubblico-privato. Un risultato di altissimo profilo, che ci colloca al fianco dei più noti colossi della consulenza legale in Italia e rappresenta un riconoscimento tangibile della qualità, del rigore e dell’efficacia con cui il nostro Studio affronta le sfide più complesse del project finance e dei partenariati pubblico-privato. Il risultato è arricchito da un’ulteriore menzione d’onore: Paola Conio e Luca Leone, soci dello Studio, sono stati inclusi tra i primi 30 professionisti italiani nella stessa practice “Project”
Secondo la Suprema Corte (Sentenza 20132/2025), l’art. 12-bis l. n. 898/1970, nella parte in cui attribuisce al coniuge titolare di assegno divorzile che non abbia contratto nuove nozze il diritto a una quota del TFR dell’altro coniuge, non si applica agli atti di disposizione del TFR consentiti dall’ordinamento – come i conferimenti al fondo di previdenza complementare – se effettuati prima della proposizione della domanda di divorzio.
La Corte costituzionale, con la sentenza numero 102 depositata lo scorso 8 luglio, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale, sollevate dalla Corte d’appello di Venezia, sulla previsione del termine di ragionevole durata delle procedure concorsuali.
La Corte di Cassazione (ord. n. 17095/2025) affronta un tema cruciale per il diritto di famiglia e il diritto immobiliare: quando la casa familiare è in comodato, il terzo proprietario (come un genitore comproprietario) può opporsi all’assegnazione al coniuge affidatario? La risposta è no, se il comodato è finalizzato alle esigenze abitative della famiglia e non sussiste un urgente bisogno del proprietario
Il 1° luglio 2025 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria formale nei confronti della Federazione dei Consorzi Dolomiti SuperSki (FDSK) e dei dodici consorzi di valle aderenti, ipotizzando una violazione delle norme antitrust italiane ed europee. Al centro del caso vi è la gestione della vendita degli skipass, sia quelli validi per l’intero comprensorio dolomitico sia quelli per le singole aree, e il rigido controllo esercitato dalla federazione sui consorzi locali.