Studio Legale Leone tra gli Studi Legali dell’Anno 2025 secondo Il Sole 24 Ore e Statista

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Siamo lieti di annunciare che anche per il 2025, e per il sesto anno consecutivo, Studio Legale Leone è stato incluso nella prestigiosa classifica de “Gli Studi Legali dell’Anno”, redatta da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Statista.

L’indagine, giunta alla sua sesta edizione, è il risultato di un’analisi indipendente condotta attraverso un’ampia raccolta di segnalazioni provenienti da avvocati, giuristi d’impresa e clienti, su base volontaria e anonima. La ricerca prende in esame 15 settori di attività e si articola per tre macroaree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole) e per due aree metropolitane (Milano e Roma), individuando gli studi più apprezzati sulla base delle raccomandazioni ricevute.

Il nostro Studio è stato riconosciuto tra le eccellenze italiane nel settore “Contenzioso e Arbitrato” e ha ottenuto, inoltre, una menzione tra i migliori studi legali operanti nell’area di Roma. Si tratta di un risultato che ci onora e che conferma la solidità del percorso professionale intrapreso, fondato su qualità, rigore e dedizione nella gestione delle controversie, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale e arbitrale.

Il riconoscimento ottenuto è il riflesso di un lavoro corale. Ogni traguardo raggiunto è possibile grazie al contributo quotidiano di un team affiatato di professionisti, che con competenza, senso di responsabilità e attenzione alle esigenze del cliente affronta ogni incarico con serietà e passione.

Desideriamo esprimere la nostra più sincera gratitudine a tutti i colleghi, clienti e partner che hanno scelto di segnalarci. Il vostro apprezzamento rappresenta uno stimolo prezioso per continuare a migliorarci e a offrire un’assistenza legale all’altezza delle sfide più complesse.

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Ultime NEWS

Mutamento delle condizioni di fatto e ricalcolo dell’obbligo di mantenimento: la Cassazione richiama il principio di proporzionalità (Ord. n. 30244/2025)

in caso di mutamento delle condizioni di convivenza di un figlio, che comporti il venir meno del contributo al suo mantenimento a carico di uno dei genitori, il giudice è tenuto a rideterminare, in applicazione dell’art. 337-ter c.c. e del principio di proporzionalità, anche la quota gravante sull’altro genitore, dovendo considerare le risorse economiche di entrambi, i tempi di permanenza del figlio presso ciascuno e la valenza economica dei compiti domestici e di cura svolti. Lo ha stabilito l’odinanza della Corte di Cassazione n. 30244 depositata il 17 novembre 2025

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La prelazione del conduttore e la liquidazione concorsuale: la Cassazione n. 28918/2025 chiarisce l’incompatibilità strutturale tra tutela individuale e procedura concorsuale

Con la sentenza n. 28918 del 15 ottobre 2025, la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione ha ribadito un principio ormai consolidato nel diritto della crisi d’impresa: il diritto di prelazione del conduttore di immobile ad uso commerciale, previsto dall’art. 38 della legge n. 392 del 1978, non trova applicazione nelle vendite fallimentari. 

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Concessioni balneari: il Project Financing arriva sotto l’ombrellone

Il TAR Lazio – sezione di Latina – con la sentenza n. 701/2025 ha annullato la scelta di un importate Comune del litorale laziale di porre a base di gara la proposta di project financing presentata da una società di recente costituzione per l’affidamento ventennale di una concessione balneare. Al di là della vicenda specifica, la decisione apre scenari interessanti: il project financing può essere utilizzato anche per il rilascio delle concessioni balneari, collegando l’affidamento degli stabilimenti a opere e servizi di interesse pubblico.

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Divorzio: l’apporto alla vita familiare legittima l’assegno anche senza sacrifici reddituali provati (Cass. 24759/2025)

Con l’ordinanza n. 24759 depositata l’8 settembre 2025, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione interviene ancora una volta in tema di assegno divorzile, precisando e rafforzando la funzione compensativo-perequativa dell’istituto, anche in assenza di una prova rigorosa della rinuncia a opportunità professionali da parte del coniuge richiedente.

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