in caso di mutamento delle condizioni di convivenza di un figlio, che comporti il venir meno del contributo al suo mantenimento a carico di uno dei genitori, il giudice è tenuto a rideterminare, in applicazione dell’art. 337-ter c.c. e del principio di proporzionalità, anche la quota gravante sull’altro genitore, dovendo considerare le risorse economiche di entrambi, i tempi di permanenza del figlio presso ciascuno e la valenza economica dei compiti domestici e di cura svolti. Lo ha stabilito l’odinanza della Corte di Cassazione n. 30244 depositata il 17 novembre 2025
OSSERVATORIO GIURISPRUDENZA
La prelazione del conduttore e la liquidazione concorsuale: la Cassazione n. 28918/2025 chiarisce l’incompatibilità strutturale tra tutela individuale e procedura concorsuale
Con la sentenza n. 28918 del 15 ottobre 2025, la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione ha ribadito un principio ormai consolidato nel diritto della crisi d’impresa: il diritto di prelazione del conduttore di immobile ad uso commerciale, previsto dall’art. 38 della legge n. 392 del 1978, non trova applicazione nelle vendite fallimentari.
Clausola “visto e piaciuto” e vizi occulti: la Cassazione riafferma i limiti della garanzia contrattuale
Con l’ordinanza n. 27968 del 21 ottobre 2025 (Pres. Grasso, Rel. Caponi) la Seconda Sezione civile della Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sui confini applicativi della clausola “visto e piaciuto”, riaffermandone l’inoperatività nei casi di occultamento doloso dei vizi da parte del venditore.
Concessioni balneari: il Project Financing arriva sotto l’ombrellone
Il TAR Lazio – sezione di Latina – con la sentenza n. 701/2025 ha annullato la scelta di un importate Comune del litorale laziale di porre a base di gara la proposta di project financing presentata da una società di recente costituzione per l’affidamento ventennale di una concessione balneare. Al di là della vicenda specifica, la decisione apre scenari interessanti: il project financing può essere utilizzato anche per il rilascio delle concessioni balneari, collegando l’affidamento degli stabilimenti a opere e servizi di interesse pubblico.
Divorzio: l’apporto alla vita familiare legittima l’assegno anche senza sacrifici reddituali provati (Cass. 24759/2025)
Con l’ordinanza n. 24759 depositata l’8 settembre 2025, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione interviene ancora una volta in tema di assegno divorzile, precisando e rafforzando la funzione compensativo-perequativa dell’istituto, anche in assenza di una prova rigorosa della rinuncia a opportunità professionali da parte del coniuge richiedente.
Cassazione: l’ex coniuge non ha diritto al TFR se destinato al fondo pensione prima del divorzio
Secondo la Suprema Corte (Sentenza 20132/2025), l’art. 12-bis l. n. 898/1970, nella parte in cui attribuisce al coniuge titolare di assegno divorzile che non abbia contratto nuove nozze il diritto a una quota del TFR dell’altro coniuge, non si applica agli atti di disposizione del TFR consentiti dall’ordinamento – come i conferimenti al fondo di previdenza complementare – se effettuati prima della proposizione della domanda di divorzio.
Fallimenti troppo lunghi? La Consulta chiarisce: non sempre scatta l’indennizzo
La Corte costituzionale, con la sentenza numero 102 depositata lo scorso 8 luglio, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale, sollevate dalla Corte d’appello di Venezia, sulla previsione del termine di ragionevole durata delle procedure concorsuali.
Casa familiare e comodato: la Cassazione chiarisce il ruolo del terzo proprietario
La Corte di Cassazione (ord. n. 17095/2025) affronta un tema cruciale per il diritto di famiglia e il diritto immobiliare: quando la casa familiare è in comodato, il terzo proprietario (come un genitore comproprietario) può opporsi all’assegnazione al coniuge affidatario? La risposta è no, se il comodato è finalizzato alle esigenze abitative della famiglia e non sussiste un urgente bisogno del proprietario
Subappalto o incarico a lavoratore autonomo? Il Consiglio di Stato fa chiarezza
Con la sentenza n. 4784 del 3 giugno 2025, il Consiglio di Stato (Sez. V) interviene su una questione centrale nell’ambito degli appalti pubblici: la distinzione tra subappalto e subaffidamento a lavoratori autonomi, ai sensi del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023).
Pubblicata la Relazione annuale sulla giurisprudenza del Collegio di Garanzia dello Sport – Anno 2024
Pubblicata sul sito del CONI la Relazione annuale sulla giurisprudenza del Collegio di Garanzia dello Sport dell’anno 2024. La Relazione è un documento ufficiale che sintetizza l’operato dell’organo di giustizia sportiva di ultimo grado nell’ordinamento sportivo italiano. Redatta dal Presidente del Collegio, la relazione offre una panoramica delle decisioni adottate, evidenziando le linee di tendenza emerse nelle controversie trattate e delineando gli orientamenti giurisprudenziali sviluppati nel corso dell’anno 2024.
Il “mutuo solutorio” al vaglio delle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione (sentenza n. 5841/2025)
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5841/2025, hanno risolto il contrasto sulla natura del mutuo solutorio, qualificandolo come mutuo tipico e riconoscendone l’idoneità a costituire titolo esecutivo. L’articolo ricostruisce l’intero percorso motivazionale della Corte, esaminando le norme applicate, i precedenti richiamati e i principi di diritto enunciati.
Cass. civ. 9395/2025: escluso il diritto alla provvigione del mediatore per inadempimento dell’obbligo informativo
Con l’ordinanza n. 9395 del 10 aprile 2025, la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione torna a pronunciarsi, con particolare rigore argomentativo, in tema di responsabilità del mediatore immobiliare, riaffermando e precisando il principio secondo cui quest’ultimo è giuridicamente tenuto a conformare la propria condotta ai canoni della buona fede oggettiva e della correttezza, declinati alla luce della diligenza qualificata propria della categoria professionale di appartenenza (artt. 1175 e 1375 c.c.).
Le case mobili? Non sono più “mobili”. Il Consiglio di Stato chiarisce i limiti tra precarietà e trasformazione urbanistica
Il Consiglio di Stato (Sez. VI, sent. n. 2597/2025) interviene nuovamente sul tema della qualificazione giuridica delle cosiddette “case mobili” installate all’interno delle strutture ricettive all’aperto. Una questione che ha forti implicazioni in ambito catastale, urbanistico ed edilizio, e che impatta in modo significativo sull’operatività di campeggi e villaggi turistici.
Cassazione 7634/2025, sui termini di efficacia della trascrizione del contratto preliminare
La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 7634 del 22 marzo 2025 (ud. 13 febbraio e 3 marzo 2025), ha rigettato il ricorso proposto da una società acquirente, confermando la decisione della Corte d’Appello di Genova che aveva dichiarato...
Assegno divorzile: le rinunce professionali per la famiglia hanno rilevanza
La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza n. 18506/2024 dell’8 luglio 2024, ha stabilito un importante principio nei rapporti tra ex coniugi, con riferimento alla valutazione delle rinunce professionali di uno dei coniugi ai fini della determinazione dell’assegno di divorzio.
caso Lexitor, la Corte Costituzionale si pronuncia
In caso di restituzione anticipata del finanziamento, il diritto del consumatore alla riduzione dei costi sostenuti in relazione al contratto di credito non può essere limitato a talune tipologie di costi, in funzione di quando sia stato concluso il contratto. È...
SS.UU. Nullità parziale delle fideiussioni schema ABI
Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione con la recentissima sentenza 30 dicembre 2021 n. 41994 hanno affermato il seguente principio di diritto: «i contratti di fideiussione a valle di intese dichiarate parzialmente nulle dall'Autorità Garante, in...
Divorzio, nuova convivenza e perdita dell’assegno, le Sezioni Unite fanno il punto
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32198/2021, pubblicata il 5 novembre 2021, pronunciando su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato i seguenti principi di diritto: L’instaurazione da parte dell’ex coniuge di una...
Fideiussione secondo il modello ABI, la questione alle Sezioni Unite
Con ordinanza interlocutoria depositata il 30 aprile 2021, n. 11486, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite civili, della causa attinente la questione relativa alla nullità dei contratti stipulati in conformità d’intese restrittive della concorrenza – e all’eventuale applicabilità alle fideiussioni bancarie prestate in conformità delle condizioni uniformi predisposte dall’ABI, che ha già costituito più volte oggetto di esame da parte della Corte di Cassazione, anche a Sezioni Unite, con esiti interpretativi tutt’altro che univoci e, comunque, ritenuti ormai non più adeguati rispetto alla frequenza con cui il fenomeno tende a riproporsi ed alla multiforme tipologia dallo stesso assunta negli anni più recenti.
Risoluzione anticipata della concessione di pubblico servizio,rientra della giurisdizione dell’AGO la controversia sui rapporti dare-avere
Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto i rapporti di dare-avere tra una società e un Comune a seguito della risoluzione anticipata della concessione di pubblico servizio relativa all’espletamento di un servizio idrico, nel caso in cui occorra valutare il valore patrimoniale di quanto richiesto dall’appellante come rimborso per gli investimenti posti in essere. Lo ha chiarito il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana con la sentenza 19 aprile 2021 n. 328 – Pres. de Nictolis, Est. Molinaro,
CGA, possesso in capo alla mandataria dei requisiti ed esecuzione delle prestazioni in misura maggioritaria, alla Corte di Giustizia Ue la compatibilità comunitaria
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha rimesso alla Corte di Giustizia Ue la questione se l’art. 63 della direttiva 2014/24 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014, relativo all’istituto dell’avvalimento, unitamente ai principi di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi, di cui agli artt. 49 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), osti all’applicazione della normativa nazionale italiana in materia di “criteri di selezione e soccorso istruttorio” di cui all’inciso contenuto nel penultimo periodo del comma 8 dell’art. 83, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nel senso che in caso di ricorso all’istituto dell’avvalimento (di cui all’art. 89 dello stesso Codice dei contratti), in ogni caso la mandataria deve possedere i requisiti ed eseguire le prestazioni in misura maggioritaria.
Nullità della subordinazione dell’avvalimento dell’attestazione SOA alla produzione dell’attestazione SOA della impresa ausiliata.
L’Adunanza plenaria pronuncia sulla nullità delle clausole del bando e sulla nullità della subordinazione dell’avvalimento dell’attestazione SOA alla produzione dell’attestazione SOA della impresa ausiliata
Nei giudizio di opposIzione a D.I., l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta (CASS. SS.UU. 19596/2020)
Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo, Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza n.19596/2020
Obblighi dichiarativi ex art. 80, comma 5, lett. c e b-bis, d.lgs. n. 50 del 2016 e false dichiarazioni. Si pronuncia l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.
L’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato pronuncia sugli obblighi dichiarativi ex art. 80, comma 5, lett. c e b-bis, d.lgs. n. 50 del 2016 e sulle false dichiarazioni enunciando i seguenti principi di diritto: enunciato i seguenti principi di diritto:
– la falsità di informazioni rese dall’operatore economico partecipante a procedure di affidamento di contratti pubblici e finalizzata all’adozione dei provvedimenti di competenza della stazione appaltante concernenti l’ammissione alla gara, la selezione delle offerte e l’aggiudicazione, è riconducibile all’ipotesi prevista dalla lettera c) [ora c-bis)] dell’art. 80, comma 5, del codice dei contratti di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
– in conseguenza di ciò la stazione appaltante è tenuta a svolgere la valutazione di integrità e affidabilità del concorrente, ai sensi della medesima disposizione, senza alcun automatismo espulsivo;
– alle conseguenze ora esposte conduce anche l’omissione di informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione, nell’ambito della quale rilevano, oltre ai casi oggetto di obblighi dichiarativi predeterminati dalla legge o dalla normativa di gara, solo quelle evidentemente incidenti sull’integrità ed affidabilità dell’operatore economico;
– la lettera f-bis) dell’art. 80, comma 5, del codice dei contratti pubblici ha carattere residuale e si applica in tutte le ipotesi di falso non rientranti in quelle previste dalla lettera c) [ora c-bis)] della medesima disposizione.
Alla Consulta l’affidamento dell’80% di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni (Cons. Stato 5097/2020)
Alla Corte costituzionale l’affidamento di una quota pari all’ottanta per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni di importo pari o superiore a 150.000 euro. É rilevante e non manifestamente infondata la questioni di legittimità...
Limiti entro cui il figlio maggiorenne “convivente” può ottenere il mantenimento dai propri genitori (Cass. Ord. 17183/2020)
Con ordinanza n. 17183, depositata il 14 agosto 2020, la Prima Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione ha ulteriormente precisato i limiti entro cui il figlio maggiorenne “convivente” può ottenere il mantenimento a carico dei propri genitori.
Alla Corte di Giustizia Ue le sanzioni inflitte a chi vende o somministra ai minori tabacco e sigarette elettroniche (Cons. St., sez. IV, 2943/2020)
Ad avvio della Quarta Sezione del Consiglio di stato, nel quadro dei principi del diritto eurounitario e con i criteri interpretativi ritenuti necessitati sulla base dei principi affermati con le disposizioni eurounitarie, così valutando la proporzionalità della sanzione della sospensione della licenza, alla luce della prevalenza del diritto tutelato alla salute del minore e della necessità per l’efficacia della tutela che la sanzione sia dissuasiva, la perdita economica del venditore trova ragionevole giustificazione nel bilanciamento di diritti diversamente tutelati nel settore del commercio del tabacco.
Contratto, forma scritta “ad probationem”, l’inammissibilità della prova testimoniale non può essere rilevata d’ufficio (Cass. SS.UU. 16723/2020)
Le Sezioni unite civili della Corte di cassazione, risolvendo un contrasto nella giurisprudenza di legittimità, hanno affermato che l’inammissibilità della prova testimoniale di un contratto che deve essere provato per iscritto, ai sensi dell’art. 2725, comma 1, c.c., attenendo alla tutela processuale di interessi privati, non può essere rilevata d’ufficio, ma deve essere eccepita dalla parte interessata prima dell’ammissione del mezzo istruttorio; in particolare, hanno chiarito che, qualora, nonostante l’eccezione di inammissibilità, la prova sia stata ugualmente assunta, è onere della parte interessata opporne la nullità secondo le modalità dettate dall’art. 157, comma 2, c.p.c., rimanendo altrimenti la stessa ritualmente acquisita, senza che detta nullità possa più essere fatta valere in sede di impugnazione.
Termine lungo per appellare (C.g.a. 20 luglio 2020, n. 639)
Il termine lungo per proporre impugnazione (art. 327 c.p.c.) è perentorio, insuperabile e sottratto alla volontà ed alle scelte processuali delle parti.
Lo ha ribadito Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana nella recente sentenza n.639/2020.
Compete anche all’A.D. il provvedimento di esclusione dalla gara qualora la stazione appaltante sia una SpA organismo di diritto pubblico (C.d.S. 4401/2020)
Il Consiglio di Stato, sez. IV, Pres. Poli, Est. Conforti, con la sentenza 9 luglio 2020, n. 4401, ha precisato che, qualora la “stazione appaltante” sia un organismo di diritto pubblico avente la forma della società per azioni, la competenza all’adozione del provvedimento di esclusione dalla gara sussiste, oltre che in capo al Rup, anche in capo all’organo della stazione appaltante che, istituzionalmente, assume la posizione apicale.
